FoxAnimation  

Squeak the Mouse, l'antesignano italiano di Grattachecca & Fichetto

di -

Creati negli anni '80 da Massimo Mattioli, i protagonisti di Squeak the Mouse sono gli antenati italiani di Grattachecca & Fichetto. Scopriamo insieme il perché.

I protagonisti di Squeak the Mouse Coconino Press/Fandango

59 condivisioni 0 commenti

Condividi

Un gatto e un topo si inseguono nei più disparati scenari cercando il modo più cruento per uccidersi a vicenda. Leggendo questa frase, la mente va subito a Grattachecca & Fichetto, i protagonisti del violentissimo cartone animato di cui i membri più giovani della famiglia Simpson non si perdono neanche un episodio.

Prima della comparsa in TV dei due celebri personaggi, creati sul finire degli anni '80 da Matt Groening, in Italia qualcuno aveva però già avuto la stessa idea, tanto da far quasi apparire il "cartoon nel cartoon" ospitato dal Krusty il Clown Show quasi un omaggio - ma c'è chi direbbe pure un plagio - di quest'ultimo.

Era infatti il 1982 quando su Frigidaire, la rivista di culto che ospitava i fumetti di autori del calibro di Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, esordirono le strisce di Squeak the Mouse, tra le più famose creazioni di Massimo Mattioli.

L'esordio a fumetti di Squeak the Mouse di MattioliHDCoconino Press - Fandango

Sulla falsariga di quanto accade nei cartoni animati di Tom & Jerry, anche qui un gatto nero cerca di tutti i modi di acchiapare un beffardo topolino marrone, che le prova tutte pur di non farsi prendere dal suo inseguitore.

Se le prime vignette sono all'insegna della comicità slapstick e dell'innocenza, con il proseguire degli eventi - più precisamente con la morte e la resurrezione di Squeak - le avventure dei due prendono una piega da fumetto per adulti, facendo ampio uso di sequenze ricche di gore, splatter, violenza gratuita e scene di sesso. Proprio come ci hanno abituati i cartoon di Grattachecca & Fichetto.

Caratterizzata da un tratto grafico che ricorda moltissimo le produzioni dei Fleischer Studios, da una colorazione a campiture piatte e dalla totale assenza di dialoghi, tutti elementi perfetti per ricreare l'atmosfera di un cartoon per bambini, la saga di Squeak the Mouse si compone di tre capitoli, di cui l'ultimo rimasto in edito per oltre trent'anni e disponibile per la prima volta nella recentissima ristampa integrale curata da Coconino Press (152 pagine a colori, 22.00 euro).

La raccolta in volume delle strisce di Squeak the MouseCoconino Press - Fandango

Sfogliando il curatissimo volume, ci si accorge subito come le analogie tra il gatto e il topo di Mattioli e quelli di Groening vanno ben oltre l'aver trasformato due figure a prima vista simpatiche e innocenti in sadici pazzi assassini.

Sia nel "cartoon nel cartoon" dei Simspon che nelle violente avventure di Squeak the Mouse l'ambientazione è infatti contaminata da numerosi riferimenti al cosiddetto cinema di genere, dall'horror allo splatter fino alla fantascienza, elementi che non restano meri accessori ma influiscono sullo svolgimento della trama. Vi basti pensare che il capitolo inedito presente nella ristampa integrale del fumetto di Mattioli trasporta i due protagonisti nello spazio, offrendogli la possibilità di uccidersi a vicenda sfruttando navicelle spaziali e raggi laser.

Un'altra caratterista che accomuna entrambe le produzioni è l'eterna ciclicità del racconto. Gatto e topo possono eliminarsi l'un l'altro decine e decine di volte - e in Squeak the Mouse ciò avviene in continuazione - ma a ogni nuova storia i due sono nuovamente in salute, pronti a ricominciare il loro infinito gioco al massacro.

La morte di SqueakHDCoconino Press - Fandango

In conclusione, Matt Groening ha dunque davvero preso ispirazione dal lavoro di Mattioli per la creazione dei suoi Grattachecca & Fichetto? Anche se, come abbiamo visto, le analogie sono innegabili, è probabile che una risposta definitiva al suddetto quesito non l'avremo mai. E forse è meglio così.

Quel che è certo è che Squeak the Mouse, al pari di tutte le altre creature dell'autore romano, dal reporter Pinky e all'avventuriero dello spazio Joe Galaxy, rimane ad oggi un unicum nel panorama fumettistico italiano. E forse anche mondiale.

Una saga che attraverso un sapiente uso del montaggio; a trovate tra il geniale e il granguignolesco; al suo essere muta - e quindi tendenzialmente internazionale - lascia nel lettore un mix di divertimento e raccapriccio, oggi come trent'anni fa.

Una dote che solo i grandi classici del fumetto possiedono.

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.