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Springfield Confidential: i segreti dei Simpson passano da un libro

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Mike Reiss, autore e produttore dei Simpson, ha deciso di svelare alcuni retroscena sulla storica sitcom animata. Qual è il segreto dietro al loro successo?

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I Simpson come non li avete mai visti. È un po' questo l'obiettivo che si è prefisso Mike Reiss, autore e produttore storico presente sin dal primo episodio della serie, in Springfield Confidential. Il richiamo del titolo, neanche troppo velato ovviamente, è tutto nei confronti di L.A. Confidential, romanzo di James Ellroy da cui è stato tratto anche il fantastico adattamento cinematografico con Kevin Spacey, Russell Crowe, Danny DeVito e Kim Basinger.

Ma chi è Mike Reiss? Molto semplicemente, uno dei membri più anziani del team di autori dei Simpson. Un uomo classe 1959, nato nella Bristol del Connecticut e non in quella dell'Inghilterra. Un professionista che ha co-creato The Critic e ha lavorato anche sul film dei Simpson e su L'Era Glaciale: L'Alba dei Dinosauri. Quindi, chi meglio di lui poteva svelare alcuni tra i retroscena più interessanti legati alla storica sitcom animata? Vero è che, con gli anni, la sua mole di lavoro si è ridotta in un simil part-time, ma questo non gli ha comunque tolto spazi nella serie che può definire anche un po' come una figlia, televisivamente parlando. 

Reiss in un disegno di GroeningHDMatt Groening
Mike Reiss, disegnato in versione simpsoniana da Matt Groening.

D'altronde, rendere accessibili i retroscena della sitcom era un po' l'obiettivo che si era prefisso Reiss in Springfield Confidential. Ed è su questi fondamenti che si basa il suo libro, che più che un almanacco sui Simpson è una sorta di biografia a forti tinte springfieldiane dell'autore, che divide fondamentalmente il libro in tre atti. Il primo e il secondo trattano, rispettivamente, la sua carriera antecedente all'ingresso nel working team dei Simpson e il suo vivere all'interno del gruppo di sceneggiatori dietro la serie. Nel terzo macro-punto, invece, si analizzano un po' tutti i suoi lavori fuori dagli ambienti più gialli dell'animazione occidentale.

Alcuni dei punti più interessanti trattati nel libro sono senza dubbio quelli legati alle presunte rivalità con altre serie animate: vengono citati I Griffin, che al netto delle chiacchiere non hanno mai rappresentato un vero e proprio problema. Pensate che, in alcune interviste passate, Reiss ha addirittura dichiarato di aver adorato in segreto lo show per anni. Più piccate le risposte su Archer, South Park e BoJack Horseman, su cui il giudizio è stato pressoché lapidario.

Non l'ho mai visto.

Springfield Confidential: i migliori retroscena sui Simpson

Riguardo a delle chicche o a delle informazioni specifiche, invece, non c'è molto da dire, essendo Springfield Confidential un libro che analizza più il lavoro che c'è stato e continua ad esserci dietro ai Simpson. Certo, ci sono comunque alcuni punti che sono stati per l'ennesima volta chiariti dopo anni, come ad esempio la scelta del giallo come colore della pelle per i protagonisti della serie. Una mera casualità, dovuta alla trovata di un animatore che necessitava di una colorazione originale per un disegno di Matt Groening.

Altre questioni toccate sono quelle legate al doppiaggio di Michael Jackson in Papà-zzo da legare, analizzato già in passato. Sul perché fu scelto proprio il nome Springfield per la cittadina in cui sono ambientate le avventure di Homer e compagni, invece, basti sapere che è tutto frutto di una sorta di tributo alla serie anni '50 Papà ha Ragione. E sulla battuta riguardante Trump presidente degli USA? Molto semplicemente, il tutto fu concepito come una mera gag ritenuta assurda all'epoca.

C'è poi anche una chicca riguardante Maggie, che nei pochi momenti in cui ha proferito parola è spesso e volentieri stata doppiata da dei vincitori di Oscar. Pensate, poi, che Smithers era stato concepito come un personaggio totalmente diverso, di etnia afro-americana ed eterosessuale. Riguardo alla questione Apu, nel pieno della sua esplosione quando il libro venne pubblicato - il 12 giugno 2018 -, Reiss ha chiarito come si sia sempre tentato di dipingere il personaggio con una sua dignità.

E sulla parodia di Cape Fear, gestita magistralmente in Il Promontorio della Paura - secondo episodio della quinta stagione de I Simpson -? Qui si sfiora praticamente il genio. Perché, pensate, Reiss ha visto il film con Robert De Niro soltanto molti anni dopo l'episodio, rendendosi conto però di conoscerne perfettamente la trama avendola già trasportata nei Simpson. Anche per Quarto Potere, come vi abbiamo già chiarito, vi sono parodie e tributi per ogni scena del film.

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Insomma, tutta una serie di retroscena che hanno contribuito a capire meglio cosa si celasse dietro alla realizzazione de I Simpson, che adesso vedono comunque un contributo di Reiss ma soltanto part-time. Ogni mercoledì, infatti, l'autore vola a Los Angeles per fornire una consulenza, ripartendo poche ore dopo. Un lusso che, dopo il successo conclamato della sitcom animata più amata al mondo, può assolutamente concedersi!

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