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Dragon Ball Super: Broly la recensione, il grande ritorno del Leggendario Super Saiyan

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Arriva finalmente anche in Italia Dragon Ball Super: Broly, il tanto atteso film tratto dal famoso manga di Akira Toriyama. Sarà riuscito a essere all'altezza delle aspettative? Scopritelo nella recensione.

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Ci sono delle opere che, quando le si guarda, non importa quanti anni siano passati. Ci riportano indietro nel tempo, al momento della prima visione, quando è scoccata la scintilla della passione che non ci ha più abbandonati neanche dopo molto tempo.

Questo è il caso di Dragon Ball che, nonostante in Giappone sia nato nel 1984 come manga a opera di Akira Toriyama e due anni dopo in versione animata, ancora oggi conta milioni di fan che restano incollati allo schermo per ogni nuova avventura di Goku e dei suoi amici, proprio come se fosse la prima volta.

Dopo l’uscita in Giappone lo scorso dicembre, arriva finalmente anche in Italia il nuovo film Dragon Ball Super: Broly, che, dal suo annuncio la scorsa estate, ha catalizzato completamente l’attenzione di tutti gli appassionati generando tra i fan delle aspettative enormi.

L’interesse originato da questo nuovo lungometraggio animato dedicato a uno degli shonen manga più importanti della storia è molto più alto che in passato, persino rispetto all’ultima pellicola del 2015, La Resurrezione di Freezer, che vedeva il ritorno di uno dei nemici più iconici della serie.

I motivi di questo entusiasmo generale dei fan sono da ricercarsi in una scelta mai fatta prima, ossia quella di rendere un personaggio come Broly, da sempre amato dai fan, finalmente canonico nella trama ufficiale di Dragon Ball. Broly infatti è apparso la prima volta nel lungometraggio del 1993 Il Super Saiyan della Leggenda, ottenendo un grande successo di pubblico, tanto da essere poi riproposto in altre due pellicole.

I film di Dragon Ball Z non erano però coerenti con le vicende della serie originale e dunque il personaggio di Broly non poteva apparire nella storia ufficiale. Nonostante ciò, l’amore dei fan per la sua potenza incontrollabile lo rese comunque molto popolare, tanto da farlo apparire, negli anni successivi, nella maggior parte dei videogiochi dedicati al franchise e in altre opere minori.  

Nel lontano 1993, Toriyama aveva curato solo il design del personaggio, lasciando la scrittura della storia ad altre persone della Toei Animation. L’autore decise poi di riprendere personalmente in mano il personaggio, su consiglio di alcuni produttori della serie Super, attuando dei cambiamenti al suo background così da poterlo inserire nella storyline ufficiale della sua creazione.

Broly personaggioHDToei Animation/Koch Media

Dragon Ball Super: Broly è infatti ambientato subito dopo la fine della saga del Torneo del Potere di Dragon Ball Super. Non contento di questo, l’autore ha deciso anche di approfondire una parte della storia molto amata dai fan, ossia quella relativa agli ultimi giorni del Pianeta Vegeta, prima della sua distruzione da parte di Freezer.

L’annuncio del ritorno del grande Broly ha mandato in visibilio gli appassionati e i risultati si sono visti dove è già uscito. Il film ha attualmente superato i 100 milioni di dollari d’incassi nel mondo, e deve ancora uscire in diversi paesi, tra cui il nostro.

Dopo averlo finalmente visto, vi rivelo se sia valsa la pena attendere tanto il ritorno di Broly.

Tre Saiyan legati dal destino

La storia del film ha due filoni narrativi: come detto, il primo riguarda il passato, ossia i tempi in cui la razza Saiyan prosperava, mentre il secondo è ambientato ai giorni nostri e si concentra fondamentalmente sull’ epico scontro tra Broly, Goku e Vegeta.

Nella storia del passato rivediamo alcuni personaggi iconici della serie, come Bardack, il padre di Goku, e, per la prima volta, anche Gine, la madre. Tornano poi Re Vegeta e persino Re Cold, padre di Freezer. La storia degli ultimi giorni del Pianeta Vegeta viene dunque rinarrata focalizzandosi sul destino dei padri, Re Vegeta, Bardack e Paragas, e dei loro tre figli, Goku, Vegeta e Broly, legati dal destino comune di superstiti dello sterminio attuato dal tiranno spaziale.

Questa prima parte apporta alcuni cambiamenti a quanto ci era stato narrato negli anni passati, ma nulla che vada ad alterare in maniera radicale la storia delle origini già narrataci da Toriyama, storia a cui si fa riferimento in alcune scene come quella in cui Bardack affronta Freezer.

Freezer da giovane nel film BrolyHDToei Animation/Koch Media

Tornati ai giorni nostri, inizia la fase dedicata a una battaglia senza esclusione di colpi che vede principalmente coinvolti Goku e Vegeta contro Broly e la sua potenza inarrestabile. La storia dunque cede il passo completamente all’azione, in una sequenza di combattimento che occupa oltre la metà della pellicola.

Nonostante questa seconda parte sia più focalizzata sui combattimenti, non mancheranno alcuni colpi di scena interessanti: anche se non eccessivamente sconvolgenti, questi potrebbero però avere delle conseguenze anche a lungo termine, magari in un futuro sequel della serie animata.

La madre di tutte le battaglie

Broly combatte contro VegetaHDToei Animation/Koch Media

Solitamente, da un film dedicato a Dragon Ball, non ci si aspetta una storia molto approfondita: è il padre degli shonen moderni e quello che ci si aspetta è vedere di assistere a epiche “mazzate”. La pellicola però riesce a sorprendere anche da questo punto di vista, con delle parti narrative che aggiungono dettagli inediti e interessanti a personaggi troppo poco approfonditi in passato.

La maggior cura riposta nella sceneggiatura, che ricordiamo è realizzata dallo stesso Toriyama, si vede sin da subito, e i fan di vecchia data apprezzeranno diverse strizzate d’occhio rivolte a chi ha una grande conoscenza degli avvenimenti della cronologia di Dragon Ball.

Il regista Tatsuya Nagamine (che ha curato la serie TV di Dragon Ball Super e anche One Piece Film: Z) ha creato delle sequenze di combattimento da far cadere la mascella a terra per il loro alto tasso di spettacolarità. Nelle scene di battaglia, Nagamine ha osato e si è divertito a sperimentare una fusione di diversi stili di animazione, con cambi di ritmo e addirittura di visuale che sottolineano ogni fase del combattimento in maniera sempre più incredibile.

Non esageriamo nell’affermare che il combattimento con Broly prende di diritto il posto fra i combattimenti più avvincenti visti nella saga di Dragon Ball. E probabilmente lo è anche al di fuori di essa.

La seconda parte, però, dando così ampio spazio alla battaglia fra Goku, Vegeta e Broly, perde un po’ dal punto di vista della narrazione. Alcune aspetti della trama, infatti, risultano trattati in maniera troppo frettolosa, generando confusione nello spettatore. Nulla di fondamentale ai fini della storia ma un maggior approfondimento di alcuni personaggi e delle connessioni fra loro esistenti avrebbe giovato all’intera pellicola.

Goku e Vegeta Super Saiyan Blue nle film BrolyHDToei Animation/Koch Media

Nonostante la serietà delle vicende prese in causa, tengo a segnalare che l’ironia tipica di Dragon Ball fa capolino in diversi momenti, che gli appassionati apprezzeranno, specialmente quando questa tocca personaggi insospettabili.

Parlando proprio di personaggi, ho gradito le nuove aggiunte al cast, soprattutto Broly e suo padre Paragas e Cheelai e Lemo, i due soldati dell’esercito di Freezer che scoprono Broly per la prima volta. Questi ultimi avranno nella storia un ruolo più importante di quanto si possa pensare, diventando le prime persone con cui Broly inizia a relazionarsi dopo il padre.

Il personaggio che però mi è piaciuto di più è Broly stesso, qui cambiato di molto rispetto alla versione del 1993. Sia chiaro, quando combatte la furia incontrollabile che lo contraddistingue è sempre presente, anzi forse è ancora più spaventosa in questa nuova incarnazione, ma oltre a quest’aspetto abbiamo finalmente un personaggio con delle emozioni e un carattere ben preciso, e non la macchietta piena d’odio e cattiveria immotivata della sua prima versione.

Il nuovo Broly dunque acquista credibilità anche al di fuori del campo di battaglia, anzi, avrei voluto scoprire molto di più sulla sua figura e sui rapporti che inizia a stringere con gli altri personaggi. Spero quindi di rivederlo in futuro, perché ha davvero parecchio potenziale ancora da mostrare.

Dragon Ball Super: Broly – Il film (2019)

Data uscita in Italia: 28 febbraio 2019 voto 8,5
  • Titolo originale: Doragon bôru chô: Burorî - Dragon Ball Super: Broly

  • Genere: Animazione, Avventura, Azione

  • Nazione: Giappone

  • Regista: Tatsuya Nagamine

  • Durata: 100 min

  • Cast: Mario Bombardieri, Claudio Moneta, Emanuela Pacotto, Gianluca Iacono, Federico Zanandrea, Valentina Pallavicino, Luca Ghignone, Lorenzo Scattorin, Alessandro Zurla, Stefano Mondini, ...

Infine un plauso al doppiaggio italiano, con il ritorno di tante voci del cast storico di Dragon Ball, che per questa grande occasione danno il meglio di sé. Ottimo Claudio Moneta nel ruolo di Son Goku; il doppiatore aveva già dato prova di sé nella serie televisiva Dragon Ball Super nel sostituire il compianto Paolo Torrisi e qui riconferma le buone impressioni di allora. Anche le nuove aggiunte al cast si comportano bene, fra cui Mario Bombardieri che, come voce di Broly, riesce a esprimere in modo convincente il carattere complesso del personaggio.

I fan più appassionati saranno contenti di sapere che il doppiaggio italiano adatta alla maniera più fedele possibile i termini tratti dall’originale, quindi niente Onda Energetica ma Kamehameha, più altri accorgimenti simili.

Dragon Ball Super Broly è sicuramente uno dei migliori film tratti dalla longeva saga creata da Akira Toriyama e riesce a miscelare in maniera perfetta una trama interessante e combattimenti estremamente spettacolari. Qualsiasi fan di Dragon Ball dovrebbe correre al cinema a vederlo quando uscirà nelle sale italiane il 28 febbraio, non se ne pentirà.

Voto8,5/10

Dragon Ball Super: Broly unisce una narrazione interessante ad alcuni dei combattimenti meglio animati degli ultimi anni. Un must per tutti i fan della saga creata da Akira Toriyama.

Silvio Mazzitelli

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