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Oscar 2018: i 10 momenti da ricordare, tra dediche alla mamma e battute pungenti

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Battute pungenti, riferimenti all'era post Weinstein e tantissime dediche alla mamma: ecco i 10 momenti che più ci sono piaciuti, ci hanno commosso e ricorderemo degli Oscar 2018.

Guillermo Del Toro fissa i suoi due Oscar

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Non sono arrivate grandi sorprese dalla notte degli Oscar 2018, come vi abbiamo raccontato nella nostra cronaca in diretta dell'evento. È andato davvero tutto come da programma, con pochissimi imprevisti e quasi nessuna sorpresa nell'assegnazione delle statuette (avete già letto la lista dei vincitori?). Quando raduni in un grande teatro i migliori creativi e le più grandi star del cinema statunitense, soprattutto dopo lo scandalo Weinstein e la sparatoria nel liceo di Parkland, qualcosa di memorabile prima o poi succederà.

Ecco i 10 passaggi della lunghissima cerimonia di premiazione che più ci hanno colpito, divertito e commosso, quelli che ricorderemo negli anni a venire. 

1- La camicia e il discorso di ringraziamento di James Ivory

Non è una questione di campanilismo (è stato l'unico premio di serata per il nostro Chiamami col tuo nome). Il più anziano premiato di sempre della storia degli Academy a 89 anni ha saputo pronunciare uno dei discorsi più belli della serata. Era stato nominato tre volte per i suoi grandi classici da regista, ma alla fine James Ivory ha portato a casa il primo, sospirato Oscar in qualità di sceneggiatore, per aver adattato il romanzo da cui è stato ispirato il film di Guadagnino. 

Dopo aver ringraziato il regista in platea e l'autore del romanzo (è la prima regola di uno sceneggiatore), Ivory spiega a parole sue lo straordinario successo di questa storia: 

È una storia familiare a tutti noi. Che siamo gay, etero o una via di mezzo, tutti noi siamo passati per il primo amore, spero. 

James Ivory ha anche ricordato gli interpreti del film e i suoi due compagni di vita e di lavoro. Semplice, toccante e universale, proprio come Chiamami col tuo nome. Di cui dimostra di essere un grande fan, presentandosi alla cerimonia con una camicia con sopra dipinto il volto di Timothée Chalamet! 

James Ivory con l'OscarHDGettyImages
James Ivory con un outfit da vero fanboy agli Oscar 2018!

2- Il monologo e la moto d'acqua di Jimmy Kimmel

Nonostante le tante critiche e la debacle finale dell'anno passato, è di nuovo il comico Jimmy Kimmel ad aprire la notte degli Oscar con il tradizionale monologo comico. Stavolta le prese di posizione sono più nette: vengono citati apertamente lo scandalo Weinstein e i movimenti Stand's Up e #MeToo (a cui poi sarà dedicato uno spezzone nella serata), oltre le inevitabili battute sul clamoroso errore dello scorso anno: 

Se sentite chiamare il vostro nome, aspettate un attimo prima di alzarvi e venire a ritirare il premio. Dateci un minuto. 

Promosso o bocciato? Dopo lo scandalo Weinstein e l'aria di cambiamento che tira a Hollywood, non avrebbe fatto male vedere un volto nuovo anche a condurre gli Oscar, data la verve comica dei tanti attori e sceneggiatori presenti e disponibili. Jimmy Kimmel ha messo a segno poche battute davvero memorabili ieri sera.

Il passaggio che forse ricorderemo di più è la promessa di regalare una moto d'acqua al vincitore che si avesse pronunciato il discorso di ringraziamento più breve della serata. Per la cronaca, ha vinto il costumista Mark Bridges, unico vincitore per il filo nascosto. 

Helen Mirren agli Oscar 2018HDGettyImages
Helen Mirren in versione smaliziata modella delle televendite non l'avevamo mai vista.

Noi però ricorderemo a lungo Helen Mirren che, come una smaliziata modella di televendite, accarezza con fare sensuale la moto d'acqua in palio. 

3 - Kumail Nanjiani e Lupita Nyong'o e stanno con Dreamers

Assistito dalla collega, Nanjiani infila una serie di battute fulminanti, lamentando che il suo vero nome pakistano è Chris Pine e quindi ha dovuto prendere lo pseudonimo di Kumail quando è apparso con sua grande irritazione il "Chris Pine bianco". Lupita N'yongo ricorda che sono entrambi immigrati. Lei viene dal Kenya e lui replica: 

Io vendo dal Pakistan e dall'Iowa, due luoghi che a Hollywood nessuno sa dove stiano su una cartina.

I due poi si rivolgono ai Dreamers, i migranti irregolari arrivati negli Stati Uniti da bambini e ancora in attesa di una regolarizzazione giuridica, dichiarando di essere al loro fianco. 

4 - Jodie e Jenny contro Meryl

Le sue foto in abiti supersexy e con il bicchiere di vino perennemente in mano hanno infiammato la rete. Seppur presente in veste di ospite eccellente e presentatrice, Jennifer Lawrence ha saputo ancora una volta attirare l'attenzione su di sé, con un fulminante scambio di battute con Jodie Foster, che insieme a lei ha presentato la categoria di Miglior attrice. 

Lawrence ha chiesto alla collega cosa fosse successo, dato che si presentava con due vistose stampelle e la Foster ha così risposto: 

Streep. Mi ha iotonyazzato. 

Il riferimento è al film di cui è protagonista Margot Robbie. La gag è continuata grazie alla verve con cui le due si sono confidate i presunti "cattivi comportamenti" dietro le quinte di Meryl Streep, che rideva divertita dalla prima fila. Oltre che ad essere stato uno dei momenti più divertenti della serata, lo stacchetto ci ha ricordato quanto ci manchi la verve attoriale di Jodie Foster, che ultimamente ha riservato il suo talento a progetti da regista e produttrice. 

5- Una promessa è una promessa

Chris Overton e Rachel Shenton vincono il loro primo Oscar per il cortometraggio live action The Silent Child. Normalmente la categoria dei corti non attira particolarmente l'attenzione del pubblico in sala e di quello a casa, nonostante sia un importante incubatore di talenti per il cinema e i documentari di domani.

La regista del corto però si farà ricordare per aver mantenuto la promessa fatta alla piccola interprete del suo film, una ragazzina sordomuta. Se vincerai, le aveva chiesto, il discorso di ringraziamento dovrai farlo anche nella lingua dei segni. La vincitrice è stata di parola! 

Dalle parole di Chris Overton traspare invece come dietro il glamour della serata e dietro le categorie meno blasonate ci siano tantissime persone che hanno ottime idee ma budget ristrettissimi per realizzarle. Il regista ha ringraziato i suoi parenti per aver preparato e venduto una quantità incredibile di cupcake, in modo da poter raccogliere i soldi necessari per finanziare il film, che racconta la lotta quotidiana di milioni di bambini sordomuti che vivono in un mondo fatto di silenzio e affrontano grandi barriere comunicative. 

6 - Rita Moreno è quella di sempre

La stella portoricana di West Side Story e vincitrice del premio Oscar nel 1962 presenta la categoria di miglior film straniero, quindi è chiaro da subito che sta per arrivare un momento storico per il Cile.

Una delle cinematografie latine più bistrattate dell'Academy porta finalmente a casa il suo primo Oscar per Una donna fantastica di Sebastián Lelio. Al fianco del regista (e in cima alla lista dei ringraziamenti) c'è Pablo Larraín, il genio registico del paese e produttore del film. 

A suscitare la curiosità del pubblico poco informato sula cinematografia extra statunitense è però l'abito dell'attrice portoricana: è infatti lo stesso che indossava quando vinse 53 anni fa, riadattato con minime modifiche! 

7- Roger Deakins strappa il primo Oscar

Se il Cile aspettava il suo momento da oltre un decennio, il direttore della fotografia Roger Deakins attendeva da una vita e un'intera carriera di riuscire a vincere l'Oscar nella categoria dedicata. Dopo quattordici nomination e senza il clamore suscitato dall'affaire DiCaprio, finalmente anche lui stringe tra le mani la sua statuetta, vinta per l'incredibile lavoro di luce e colore su Blade Runner 2049.

Roger Deakins agli Oscar 2018HDGettyImages
Finalmente Roger Deakins centra la vittoria!

Non si può dire che non abbia avuto tempo di pensare al discorso di ringraziamento, dopo aver passato tanti anni a vedere i colleghi vincere. Il direttore della fotografia britannico ha fatto un po' un sunto della sua carriera, raccontando che per il film che lo ha portato alla vittoria ha lavorato con persone nuove e colleghi con cui condivide i set da quattro decenni. Deakins ha confessato di amare la compagnia dei professionisti che lavorano davanti e dietro la cinepresa.

8- Il discorso di ringraziamento più britannico di sempre

Il discorso dall'essenza più britannica mai sentito agli Oscar non poteva che pronunciarlo un'icona del cinema anglosassone, Gary Oldman. I pronostici sono stati rispettati e, grazie alla regia sapiente di Joe Wright, finalmente l'attore di La Talpa e Léon ha vinto il sospirato premio per la sua interpretazione di Churchill in L'ora più buia

Dopo una lunga serie di ringraziamenti (e un laconico "ho l'impressione che non sarò io a vincere quella moto d'acqua"), Oldman ha dedicato il suo premio a una spettatrice speciale: la novantanovenne madre, che lo guardava vincere dal suo divano in Inghilterra. Uno dei più grandi attori inglesi viventi ha così concluso: 

Metti il bollitore dell'acqua sul fuoco mamma, sto tornando a casa con l'Oscar.

9 - Frances McDormand e le donne dell'Academy

Altra vittoria blindata è stata quella della protagonista di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che praticamente non ha smesso di vincere un sol premio dal trionfale passaggio a Venezia del film. La vera sorpresa è stata ritrovare quest'attrice - nota per essere allergica ai tappeti rossi e sempre molto dura nelle risposte a stampa e pubblico - emozionatissima e quasi in lacrime, travolta dalla vittoria della statuetta.

Stavolta ha persino nominato il marito (una metà del duo registico dei Coen), che spesso si limita a osservare senza citazione diretta, mentre procede con i ringraziamenti di rito. 

È il suo il discorso più motivazionale della serata. Sul gran finale esorta tutte le nominate, a partire dall'eterna Meryl Streep, ad alzarsi in piedi, a distinguersi nella sala. Mentre le altre emozionate si alzano e applaudono, la McDormand esorta l'altra metà del cielo a ascoltare e raccontare le loro storie e non solo durante l'after party, ma anche nei mesi a venire. 

10 - Il migrante Guillermo Del Toro

Al Leone d'Oro e regista messicano di La forma dell'acqua tocca fare un doppio discorso di ringraziamento per le due statuette più importanti della serata, entrambe finite nelle sue mani. È il miglior regista dell'anno e il suo è il miglior film del 2017 secondo l'Academy. Nell'ultimo quinquennio è il quarto premio alla regia che va al Messico e il terzo regista messicano a vincere. 

Quando viene premiato come regista dell'anno, Del Toro apre il suo discorso definendosi un immigrato a Hollywood e ricordando i tanti attori e registi latini (tra cui i suoi "amigos" di sempre Alejandro González Iñárritu e Alfonso Cuarón) nella sua stessa posizione. Secondo Guillermo, il compito dell'industria cinematografica è quello di cancellare le linee di confine che gli uomini tracciano sulla sabbia e che la politica vorrebbe rendere sempre più profonde. 

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